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Settimana della cucina italiana nel mondo
Presentazione del volume di Michail Talalay
Essad Bey

Un genio in fuga da sé stesso

Amalfi, Biblioteca Comunale, venerdì 9 dicembre 2022, ore 17.00
Diretta streaming: https://youtu.be/89yTAS361qM

Con la partecipazione di
Michail TALALAY, Curatore del volume,
Marco MERLINI, Institute of Archaeomythology USA,
Daniela PADULAROSA, Sapienza Università di Roma,
Hans-Jurgen MAURER, Editore

Coordina
Giovanni CAMELIA, Direttore del Comitato Scientifico del Centro di Cultura e Storia Amalfitana.

Essad Bey è sicuramente uno dei più misteriosi scrittori europei del Novecento.
Autore di molti libri popolari negli anni ’30, si spense nel 1942 a Positano: il turbante ‘arabo’ che sormonta la stele presso la sua tomba suscita sempre viva curiosità fra i visitatori del locale cimitero.
Nacque a Kiev (per caso) nel 1905 con il nome di Lev Abramovič Nusenbaum (poi cambiato in Nussimbaum) ma crebbe fino 15 anni a Baku, nel Caucaso.
Figlio di un importante imprenditore petrolifero ebreo, perse giovanissimo la madre che si suicidò in circostanze misteriose: il suo girovagare per il mondo ebbe fine a Positano dove un’altra esule, la scrittrice tedesca (di origine ebraica) Elizabeth Castonier di lui scrisse: ”Un russo-turco di nome Essad Bey spuntò fuori da qualche parte insieme con una vecchia signora trasandata (Alice Schulte, la sua governante), che parlava solo russo e di cui egli affermava che un tempo era stata la sua balia. Era un uomo misterioso, che come unico documento d’identità possedeva una carta d’imbarco del Norddeutschen Lloyd, che agli occhi dei rispettosi gendarmi figurava come un passaporto diplomatico".
Ammalatosi del morbo di Buerger, visse nella cittadina costiera fino alla sua morte, evitando forse il triste destino del suo amico, il commerciante o ‘scrittore’ (così indicato nell’elenco degli ebrei redatto dal Comune di Positano nel 1942) Albert Adler, che finì i suoi giorni ad Auschwitz.
Michail Talalay, gli altri curatori e autori della presente miscellanea ed il Centro di Cultura e Storia Amalfitana hanno inteso promuovere questo omaggio italiano a Essad Bey nell’ottantesimo anniversario della morte.
Settimana della cucina italiana nel mondo
Visita guidata a Positano

In occasione della presentazione del volume di Essad Bey. Un genio in fuga da sé stesso a cura di Michail Talalay

Positano, sabato 10 dicembre 2022, ore 08.00
Partenza con bus privato da Amalfi per Positano:
deposizione composizione floreale sulle tombe di Essad Bey e di Mechthild Andres
Visita guidata al Museo Archeologico di Positano - Villa Romana;
rientro ad Amalfi nel pomeriggio

È obbligatoria la prenotazione all'indirizzo email: info@centrodiculturaestoriaamalfitana.it
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Presentazione del volume
Amalfi e la Sicilia nel Medioevo. Uomini, commerci, culture

(Atti del Convegno – Amalfi, 13-14 dicembre 2019)


Link Diretta Youtube https://www.youtube.com/watch?v=vUbXuPWs3GE
Amalfi, Biblioteca Comunale, giovedì 2 dicembre 2022, ore 17.00
Con la partecipazione di Francesco Paolo TOCCO, Università di Messina; Giuseppe MANDALÁ, Università degli Studi di Milano “La Statale”; Giuseppe GARGANO, Centro di Cultura e Storia Amalfitana
Coordina Giovanni CAMELIA, Direttore del Comitato Scientifico
del Centro di Cultura e Storia Amalfitana

Con questo volume il Centro di Cultura e Storia Amalfitana approfondisce un percorso di ricerca le cui scaturigini possono rinvenirsi in alcune delle relazioni del convegno "Interscambi socio-culturali ed economici fra le città marinare d’Italia e l’Occidente dagli osservatori mediterranei", svoltosi presso la sede del Centro nel giugno del 2011. Un percorso ulteriormente ripreso, e questa volta approfondito più puntualmente da alcuni contributi, con il convegno "La conquista e l’insediamento dei Normanni e le città del Mezzogiorno italiano", svoltosi nel novembre del 2017.
Questo nuovo ambito di ricerca si è definitivamente concretizzato nel dicembre del 2017 attorno alla tematica del rapporto tra Amalfi e le aree geografiche circostanti di quello spazio che per un secolo e mezzo ha costituito il Regno di Sicilia, poi scisso nei due regni omonimi che si sarebbero ricongiunti agli albori dell’Ottocento per poi divenire nel contesto postunitario il cosiddetto Mezzogiorno d’Italia. Infatti, a un solo mese di distanza dal convegno dedicato a conquista e insediamento normanni, si sarebbe svolto quello su "Gli
Amalfitani nella Puglia medievale. Insediamenti, fondaci, vie e rotte commerciali, relazioni artistiche e culturali", che ha sancito con chiarezza programmatica il percorso cui abbiamo fatto cenno, ulteriormente sviluppato l’anno seguente dall’incontro di studi su "Amalfi e la Calabria. Interscambi economici, sociali, culturali e artistici tra Medioevo ed Età contemporanea".
Nel dicembre 2019, con ormai necessaria conseguenzialità, il focus della ricerca si è incentrato sulla Sicilia con la celebrazione del convegno le cui relazioni sono riportate nei saggi contenuti in questo volume. Finalmente, le voci di quel dicembre 2019 si sono condensate in pagine scritte, consegnate a chi riterrà utile sfogliare questo volume. Mi preme soprattutto sottolineare come la tematica del rapporto tra Amalfi e le aree meridionali limitrofe incentrandosi sulla Sicilia era destinato ad aprirsi con maggiore ampiezza all’intero Mediterraneo, ai suoi traffici e ai molteplici ruoli che gli amalfitani hanno saputo ricoprirvi a partire dall’Alto Medioevo. Un
ruolo che, come ben sappiamo, si è metamorfizzato nei secoli, ma che in ogni periodo ha sempre attestato l’intraprendenza e la versatilità degli abitanti di Amalfi e dei centri circostanti, capaci di inserirsi nelle più diverse realtà socio-politiche di cui hanno fatto parte e con cui sono venuti a contatto, riuscendo in particolare
a superare in più modi in primo luogo l’inserimento in una forte realtà monarchica e, in un secondo momento, il trauma del Vespro, e riuscendo a trasformarsi anche in ceto dirigente isolano, in un processo parallelo alla contemporanea e numericamente più consistente trasformazione in ceto dirigente peninsulare.
Oltre ai contributi che più o meno puntualmente identificano personaggi e famiglie di Amalfi che si sono insediati in Sicilia, pur nel non raro mantenimento di rapporti con l’area di provenienza, il volume contiene saggi che leggono il continuo interscambio con quell’isola dirimpettaia della costiera, dai commerci di manufatti legati alla quotidianità, allo scambio di saperi e competenze in più ambiti, e in particolare in quello artistico, in un movimento incessante tra le due coste che richiede per essere decifrato acume e attenzione.
Vanno infine ricordate quelle relazioni in cui la Sicilia sta sullo sfondo, giocando il ruolo, talvolta quasi invisibile ma non per questo meno incontestabile, di perno di commerci e spostamenti nello spazio mediterraneo, con particolare riguardo alla penisola iberica. Tra queste, voglio indugiare su quella di Juan Carlos Ruiz Souza, che ci ha lasciati ancora nel fulgore della sua vita e della sua
ricchissima attività scientifica il 3 novembre 2021. Dallo scritto dello storico dell’arte dell’Università Complutense traspare, attraverso una raffinatissima analisi iconografica, un vero e proprio universo mediterraneo in cui Amalfi fu interfaccia «internazionale» tra culture diverse – anche e per certi versi soprattutto nella sua proiezione verso la Sicilia – in alcune delle fasi tra le più affascinanti del Medioevo, confermando quella peculiare vocazione mediatrice
cui ho sinteticamente fatto cenno.
È a Juan Carlos e alla sua ricchissima e mai scontata capacità interpretativa, stimolo incessante per chiunque lo abbia conosciuto, che vorremmo dedicare questo volume.
(dall'introduzione al volume di Francesco Paolo Tocco).

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MATER
Mostra d'arte contemporanea dell'artista

Marwan NAHLE'

a cura di Lucia SOMMA

Amalfi Biblioteca Comunale 28 novembre 2022 – 8 gennaio 2023
Programma del 28 novembre, ore 17.00
Indirizzi di saluto:
Aniello ERTICO Presidente Porta Coeli Foundation
Donato FARUOLO Direttore artistico Porta Coeli Foundation
Lucia SOMMA Curatrice della mostra
Coordina: Giovanni CAMELIA Direttore del Comitato Scientifico del Centro di Cultura e Storia Amalfitana

L’arte è confronto e pone al centro non tanto il manufatto, l’opera, il prodotto, quanto l’artista e i fruitori.
Per questo motivo e per esaltare le comuni intenzioni di diffusione di Bellezza catalizzatrice di Progresso Sociale è stato per me un piacere attuare questa felice connessione tra il Centro di Cultura e
Storia Amalfitana, il Comune di Amalfi e Porta Coeli Foundation.
Lucia Somma
Curatrice della Mostra

Marwan Nahlè nasce il 6 febbraio 1965 a Beirut in Libano, figlio del famoso artista Wajih Nahlè. Marwan frequenta le scuole in Libano durante la Guerra Libanese, in seguito studia in Germania al Goethe Institut Boppard. Il giovane Marwan espone le sue opere per la prima volta nel 1988, all’età di 23 anni.
L’artista, in cerca di ispirazione, viaggia in molti paesi, fra cui Parigi (vive 18 anni tra Francia e Stati Uniti), Australia, Tailandia, Perù, Cile, Laos, Cambogia, Egitto e Isole Canarie.
Marwan vive diversi anni a New York e Los Angeles, oltre a Salt Lake City, Portland, Arizona e Hawaii. Ha esposto le sue opere in Libano e negli Stati Uniti, oltre che in Australia, Francia, Germania, Giordania, Grecia, Italia, Spagna, Svizzera. Nel 2021 si trasferisce in Basilicata con la sua famiglia per condurre una residenza artistica sui temi della ricerca spirituale legata ai culti e ai pellegrinaggi mariani e non solo. Pittore, scultore, musicista, vive e lavora perennemente fuori da ogni confine dal 1988.
Marwan è un artista che esprime in pieno il métissage culturale post-moderno: un nomade sospeso tra Oriente e Occidente, fra tradizione e modernità. Nei piccoli dipinti ad acrilico è il colore il protagonista assoluto: un colore suggestivo, coinvolgente, emozionale. Le visioni di Nahlé in bilico tra figurazione e astrazione, realtà e immaginazione, veglia e sogno, spiritualità e materialità, presente e memoria, chiamano in causa molti precedenti. Le figure indefinite e i paesaggi fluidi di Nahlé emergono incerti da un microcosmo amorfo e caotico ma pulsante di un movimento vitale, come evanescenti tracce percettive sospese sulla soglia della coscienza pronte ad essere captate dall’occhio e dalla psiche di chi guarda.

Mater è un tema evidentemente evocativo e senza alibi.
L’ancestrale figura della Donna Generatrice, la Terra Madre, la Madre Celeste e finanche l’Alma Mater, luogo germinativo di cultura.
Concetti che una singola parola sa tenere insieme come d’incanto. Così come per incanto la “deliziosa arte” di Marwan allude o esplicitamente racconta tutta questa realtà e ci incanta.
“Le piccolissime dimensioni delle sue opere, dilatano lo spazio.
L’angelo è femmina.
Ma ogni donna rinuncia al volo per celebrare il suo essere madre.
L’etere ha finalmente un colore così come il caldo, come il vento,
come la calma piatta.
L’acqua è ovunque, per presenza ma anche per intollerabile assenza. (...)
Nessun volto ha bisogno di essere delineato per ottenere un nome. Nessuna linea esatta è ammessa: eccesso di confidenza nei confronti del possibile. (...)
Se i paesaggi sono attimi, tutto il tempo, allora è forse un solo
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