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Le arti dell'acqua e del fuoco. Le attività produttive protoindustriali della Costa d'Amalfi. Amalfi 2004, pp. 291, ill.
 

Le arti dell'acqua e del fuoco. Le attività produttive protoindustriali della Costa d'Amalfi. Amalfi 2004, pp. 291, ill.

Questo volume, frutto di un progetto di ricerca denominato Valli e Protoindustria della Costa Amalfitana, in atto da parte del Centro di Culturale e Storia Amalfitana, con il contributo della Regione Campania - Assessorato Istruzione e Cultura, raccoglie alcuni degli interventi proposti durante la giornata di studio sulla protoindustria nella Costa d'Amalfi (Minori, 8 settembre 2000) promossa in collaborazione con la Gusta Minori Corporation, integrati con studi originali, offerti da ricercatori competenti, che svolgono in maniera sistematica e, per la prima volta esposta in un quadro sinottico, la tematica della relazione fra territorio e impresa.
Si inaugura così un percorso culturale, che attraverso saggi, ricerche, studi su cause e modi del divenire storico di un territorio, laboratorio storiografico e sociologico di non secondaria portata, qual è da sempre la Costa d'Amalfi, pone come base e verifica del suo spiegarsi e svilupparsi l'esame dei caratteri del territorio, delle sue strutture economiche, delle sue congiunture, della condizione umana e dei ruoli sociali nel loro variarsi in ampia prospettiva temporale, unendo nell'indagine Passato e Presente, nella convinzione che occorre rileggere l'esperienza storica complessiva per poter apprezzare un futuro che oggi appare sempre meno leggibile.
E' oggi possibile, grazie al paziente lavoro svolto da filologi, paleografi e archivisti, sostenuti e spronati dall'intensa attività trentennale del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, poter disporre di fonti attendibili e fruibili in ottime edizioni. Ciò permette di accettare con slancio il caldo suggerimento di Fernand Braudel ad occuparsi di storia delle città ( e la storia amalfitana è storia di città, ognuna con una propria peculiare identità, come testimoniano ampiamente le pagine che seguono), diffidando dalle "istantanee" e cercando, piuttosto, di considerare archi temporali lunghi, entro i quali le trasformazioni socio-economiche, urbane e culturali acquistano luce nuova, ed è possibile distinguere continuità e rotture altrimenti non visibili.
La proposta di lettura, offerta in queste pagine, delle esperienze protoindustriali locali, intimamente connesse alla valli del Chiarito, del Dragone, delle due Regina, del Bonea, alle loro condizioni particolari, all'intraprendenza e al carattere degli abitanti, è ampia, articolata e segue una traiettoria storico-antropologica ben precisa. Ripercorrere a ritroso il cammino del tempo, ricorrendo a esperienze legate alla produzione e al consumo di maccheroni, chiodi, materiale per l'edilizia, stoviglie, apre alla dimensione del quotidiano, stimolando e indirizzando la futura ricerca verso le fonti della civiltà materiale, - attraverso lo studio di fonti letterarie, documentali materiali propriamente dette, - verso quelle cose, oggi banalizzate dalla nostra cultura nel loro ruolo e nella loro funzione, che sono diventate oggetto di discipline scientifiche determinate, quali la storia dell'alimentazione , l'archeologia industriale, la storia delle tecnologie, dell'architettura del lavoro o, a volte, la storia dell'arte.
Questo mondo di artigiani, che per oltre sei secoli sacrifica ogni sforzo al solo scopo di catturare e moltiplicare energie (idraulica, termica, eolica, biologica che fosse), potenziando attraverso la complessità dei meccanismi, la capacità del lavoro umano, si trasformerà, tra Sei e Settecento, in forte ceto borghese, basante la propria potenza economica sull'industria cartaria, sul negozio del grano, sugli appalti pubblici, sulla coltivazione dei limoni. Incoraggiato dalla politica delle privatizzazioni, inagurata dai governi napoleonici, rafforzato dal nuovo ordine  politico borbonico tra 1815 e 1848, definitivamente premiato con l'Unità, esso s'imporrà, e resterà a lungo, indiscusso arbitro dell'economia locale.
Il legame esclusivo tra esercizio d'impresa ed eccellenza del territorio emergerà con maggiore perspicuità, e potrà essere più agevolmente compreso, attraverso lo studio, di prossima pubblicazione in questa collana, del prof. Pasquale Natella sulla storia del turismo.
La Storia, - ancora una volta è Braudel ad avvertirci in tal senso, - è, in essenza, spiegazione, verifica, "la sola in realtà che si collochi al di fuori delle nostre deduzioni astratte, delle nostre logiche aprioristiche, nonché al di fuori delle insidie che il buon senso tende continuamente sul nostro cammino".

Indice

Francesco Barra, Per una storia della siderurgia meridionale di antico regime.

Belinda Villanova, I mulini ad acqua.

Roberto Fusco, La produzione delle paste alimentari.

Aniello Ascolese, L'arte della lana.

Raffaele Gambardella - Gennaro Torre, La carta e la Costa di Amalfi. Origine, diffusione, tecniche e struttura: un profilo storico.

Giuseppe Gargano, La cantieristica navale amalfitana.

Aniello Tesauro, Le faenzere nell'apparato produttivo vietrese.

Romolo Ercolino, La produzione della calce nella Penisola sorrentino-amalfitana.

Aniello Tesauro, Primi passi dell'attività vetraria in Vietri.

Giuseppe Cirillo, Il patriziato amalfitano e la riorganizzazione della protoindustria.

 
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