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Li Turchi a la marina. Immagini e suggestioni della guerra di corsa nella Costa d'Amalfi. Catalogo della Mostra. Amalfi 2002, pp. 76, ill.
 

Li Turchi a la marina. Immagini e suggestioni della guerra di corsa nella Costa d'Amalfi. Catalogo della Mostra. Amalfi 2002, pp. 76, ill.

L'impianto di torri lungo le coste rimonta agli albori della storia, quando commerciare e razziare erano pratiche complementari dei navigatori. Vitale distinguere con il massimo anticipo le imbarcazioni amiche da quelle ostili e sospette. la situazione, protrattasi per oltre un millennio, cessò soltanto quando l'Impero romano circondò l'intero Mediterraneo. Da quel momento la pirateria estrinsecandosi comunque a danno dei suoi sudditi e dei loro interessi, divenne un crimine intollerabile e destabilizzante. Ragion per cui con rapide crociere militari se ne distrussero tutte le basi, sopprimendo ogni protagonista.
La recuperata sicurezza durò poche centinaia di anni, dissolvendosi tragicamente con lo sgretolarsi dell'Impero. In breve ricomparve l'endemico flagello della pirateria, incentivato dall'inesistenza di qualsiasi apparato difensivo. Per le marine occidentali fu il prodromo del'abbandono, unica alternativa alle massicce mura di cinta. Solo chiudendosi in poderose fortificazioni si poteva sperare di scampare alle scorrerie dei Vandali o alle razzie dei Saraceni. Del tutto velleitarie le contromisure navali bizantine, che finirono per decadere in stagionali scorribande marittime, non dissimili dalle incursioni musulmane a caccia di bottino. Quella spietata belligeranza si definì guerra di corsa, dal greco kurseuo, 'saccheggio', e corsari i protagonisti.  

 
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