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1884-1946 dal Viv' 'o re al boogie-woogie. La Costa di Amalfi in bilico tra vecchio e nuovo mondo dai ricordi di Gaetano Afeltra. Catalogo della Mostra iconografica, documentaria e bibliografica. Amalfi 2006, pp. 220, ill.
 

1884-1946 dal Viv' 'o re al boogie-woogie. La Costa di Amalfi in bilico tra vecchio e nuovo mondo dai ricordi di Gaetano Afeltra. Catalogo della Mostra iconografica, documentaria e bibliografica. Amalfi 2006, pp. 220, ill.

Per secoli, dopo l'Alto Medioevo, Amalfi rimane solo un pallido riverbero della florida Repubblica Marinara che fu. Si riapre definitivamente al mondo fra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. Le Guide turistiche italiane ed estere segnalano la presenza di alcuni buoni alberghi che, nei mesi di punta, raggiungono il tutto esaurito. Le comunicazioni e i mezzi di trasporto vengono potenziati. Le forme e i modi del turismo si evolvono: dal viaggio elitario al "mordi e fuggi".
La fama di Amalfi e della Costa all'estero si fa sempre più solida. E' il momento storico in cui si creano i presupposti decisivi del nuovo corso civile ed economico. Il Duce, il Segretario del P.N.F. Achille Storace ed altri esponenti del regime fascista sostengono opere pubbliche ed imponenti del regime fascista sostengono opere pubbliche ed imponenti rievocazioni per affermare la continuità italica del dominio del Mediterraneo da parte di Roma attraverso la storia marinara del piccolo Ducato medievale amalfitano.
Conformandosi alla ormai affermata consuetudine anglosassone tra i tanti visitatori del nord Europa anche il Führer, da "pittore", ed Hermann Göering, vengono a godere la bellezza naturale e il fascino storico dei luoghi. Artisti e scrittori russi, slavi ed ebrei tedeschi ripararono da esuli tra Vietri Amalfi e Positano per evitare le persecuzioni dei totalitarismi. Vittorio Emanuele III con la Regina Elena, Umberto, il Re di Maggio e il Governo Badoglio vi soggiornarono per motivi strategici, rifugiati come stranieri in patria.
Gli alleati anglo-americani sbarcano l'8 settembre 1943 per liberare l'Italia dai nazi-fascisti e riaprire gli orizzonti del benessere, al ritmo simbolico del boogie-woogie. Per la comunità costiera, che aveva appena infranto il guscio dell'insularità, l'effetto di questo divenire è pari a quello di un vero e proprio ciclone. La diga che aveva difeso il tradizionale sistema di interrelazioni e valori del piccolo mondo antico salvaguardandone l'identità, comincia a incrinarsi per l'urto della modernità che ne comprometterà definitivamente la stabilità.
Dalle pagine di Gaetano Afeltra, il famoso e affermato giornalista e scrittore amalfitano, viene tratto e proposto un viaggio a ritroso nel tempo alla riscoperta della piccola comunità costiera, colta nel momento cruciale della sua lenta ma radicale trasformazione. E' la storia tipica della evoluzione di una cittadina del Sud Italia, contadina e marinara: da una parte le peculiarità di una quotidianità semplice e atavica, in cui sempre più insistenti e penetranti si fanno gli stimoli e i segni del rinnovamento, dall'altra eventi d'eccezione che accelerano e determinano il ritorno di Amalfi alla macrostoria.
Il tutto scorre su di un binario ideale, le cui rotaie sono da una parte la memoria di Afeltra, avvincente e intrigante, e dall'altra, in costante sincronia, i documenti e le immagini rinvenuti negli archivi delle istituzioni, nelle collezioni private e soprattutto tratte dai ricordi di famiglia dei cittadini. Su tale binario si svilupperà un percorso attraverso vicende sociali ed umane di grande interesse culturale, si viaggerà in compagnia di un testimone d'eccezione, scorreranno davanti ai nostri occhi immagini di gente e di luoghi ordinari e spesso straordinari.
All'arrivo ci accorgeremo di aver scoperto e, forse anche interiorizzato, i valori e la magia di un affascinante viaggio fra la memoria e la storia.

 
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