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Massimo BIGNARDI, I Pittori di Maiori. Artisti della Costa d'Amalfi tra XIX e XX secolo. Con un saggio sui Pittori stranieri di Ada Patrizia FIORILLO. Amalfi 2005, pp. 347, ill.
 

Massimo BIGNARDI, I Pittori di Maiori. Artisti della Costa d'Amalfi tra XIX e XX secolo. Con un saggio sui Pittori stranieri di Ada Patrizia FIORILLO. Amalfi 2005, pp. 347, ill.

Promossa dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana e con il patrocinio del Comune di Maiori, nella Collana "Cultura e Territorio", la sezione editoriale riservata ai Cataloghi, vede la luce, in un clima di attesa e di aspettative, l'opera significativamente denominata I Pittori di Maiori, Artisti della Costa d'Amalfi fra XIX e XX secolo.
Il tentativo di recupero dell'espressione dei "maioresi" - il cui dato di maggiore rilievo è la "scoperta" della natura, di quel paesaggio felicemente definito "di confessione" - rientra appunto in un programma di ampio respiro perseguito dal Bignardi, che si propone la rilettura critica della cultura artistica meridionale, specie in ambito campano, compresa fra la fine del secolo XIX e gli anni Trenta del secolo XX. In questo contesto, la situazione artistica sulla Costa d'Amalfi fra fine Ottocento e primi decenni del Novecento, pressochè ancora inedita, può essersi presentata all'autore come un tema suggestivo di riflessione offerti. Questa può, forse, aver indotto lo studioso ad accogliere l'invito del Centro di Cultura e Storia Amalfitana ad intraprendere quella ricerca organica, sistematica e critica, mai finora tentata, pur se alla fine durata, per indugi, difficoltà e contrattempi di varia natura, più del previsto.
Il primo ad inserirsi tempestivamente nel dibattito, destinato ad interessare gli anni Ottanta, fu appunto l'autore dell'opera I Pittori di Maiori, Massimo Bignardi, con numerosi, stimolanti saggi, apparsi nell'ordine: Taccuino di appunti per Manfredi Nicoletti, Paesaggio di confessione nella pittura dei Costaioli ("Rassegna" cit., a. III, 5 [1983], pp. 195-216 e a. V, 8 [1984], pp. 86-102); I Pittori di Maiori("Corriere di Amalfi", III, 1, Amalfi 1986); Arte a Salerno: 1850-1930 nelle raccolte pubbliche, Salerno 1990; Foto di gruppo. Antonio Mancini ed amici a Minori nell'estate 1922 (catalogo della Mostra, Palazzo di Città, Minori, 7 agosto-15 settembre 1992, Ravello 1992).
Sulla scia intervenne nel discorso anche Ada Patrizia Fiorilli, con contributi non meno validi e meritevoli di segnalazione: Il paesaggio della Costiera nell'interpretazione romantica ("Rassegna", cit., V, 10 [1985], pp. 124-143); La pittura dei Costaioli (con schede biografiche su G. Capone, R. D'Amato, P. Scoppetta, A. Ferrigno, M. Nicoletti, L. Paolillo) (in L'800 a Capua, Mostra antologica della pittura napoletana dell'800 - catalogo della Mostra, Museo Campano, gennaio-febbraio, Capua 1989).
La pubblicazione ricostruisce le vicende e le personalità attraverso precise sequenze cronologiche. Lo studio di ciascun artista è preceduto da sezioni diacroniche: si tratta di vere e proprie ricostruzioni, sulla base di documenti in gran parte inediti, di sezioni monografiche compresive di un vasto repertorio di opere e di un'antologia di testi critici. Il volume è arricchito da un saggio di Ada Patrizia Fiorillo, dedicato ai pittori stranieri presenti nella Costa d'Amalfi, le cui vicende scorrono parallele a quelle dei maioresi: è un attento contributo che ricostruisce l'immagine dei luoghi attraverso le personalità che vi hanno soggiornato fra i primi anni del secolo XIX e gli anni Venti del XX. In chiusura v'è un ampio e dettagliato repertorio bibliografico. A corredo un ampio repertorio di illustrazioni, in gran parte dipinti, ma anche acquerelli e disegni, presenti nelle proprietà di musei italiani (Capodimonte, San Martino, Musei Provinciali Salernitani, Civico di Milano, di Giulianova, di Roma e quello di Napoli) e stranieri (Londra ecc.) e in collezioni dei Comuni rivieraschi (Amalfi, Posiano, Cetara, Maiori, Ravello, Vietri sul Mare), nonché quello di Salerno, e di altri Enti pubblici salernitani (Provincia, Prefettura, Camera di Commercio, Ente Provinciale per il Turismo), soprattutto di privati (con in testa i fratelli De Luca) e altre note Istituzioni, come Gallerie, Archivi: a tutti, la riconoscenza e la gratitudine del Centro di Cultura e Storia Amalfitana. Il riconoscimento più fervido e vivo è doveroso, però, tributarlo alle Amministrazioni Comunali di Maiori di questo periodo, per la loro costante e incondizionata condivisione sia della campagna di ricerca sia del relativo progetto editoriale. Un grazie di cuore, infine, a Sigismondo Nastri per il prezioso, accurato e competente lavoro di redazione editoriale.
I Pittori di Maiori mirava e mira soprattutto a fornire un contributo, un impatto allo sviluppo e all'ampliamento della conoscenza del territorio: in tale ottica sembra presentarsi quale valido strumento storiografico da proporre come esempio al mondo della scuola perché, da un lato, acquisti coscienza di quanto può fare nel campo della sensibilizzazione, della valorizzazione e della tutela del patrimonio storico-artistico della nostra contrada e, dall' altro, lo assuma a modello di un'auspicabile nuova didattica che affondi le sue radici su una cultura del territorio, allo stato ancora tutta da inventare e da costruire. E' il messaggio che il Centro di Cultura e Storia Amalfitana affida a questo libro, con la consapevolezza fiduciosa che lo spirito che lo anima possa essere recepito nella giusta misura anche in tutti gli ambienti competenti e nelle sedi interessate al problema.

 
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