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Michail Semenov. Un pescatore russo a Positano. A cura di Vladimir KEIDAN e Michail TALALAY. Amalfi 2011, pp. 423, ill.
 

Michail Semenov. Un pescatore russo a Positano. A cura di Vladimir KEIDAN e Michail TALALAY. Amalfi 2011, pp. 423, ill.

"Nella vita mia predominarono tre elementi: sole, vino e donne. Il sole mi diede la salute, il vino la gioia, le donne la sofferenza", - con queste parole Michail Nikolaevi? Semënov (1873-1952), anticipa la sua narrazione autobiografica, scritta a Positano durante l'ultima guerra nell'isolamento forzato della sua villa Mulino d'Arienzo. Il primo volume, intitolato Bacco e sirene, fu pubblicato in italiano a Roma nel 1950. Il secondo volume, che narra del suo mezzo secolo di vita in Italia, piena di avventure e di conoscenze importanti, è stato a lungo considerato inedito, mentre il manoscritto era disperso alla morte dell'autore. Il filologo russo Vladimir Keidan, docente dell'Istituto di slavistica dell'Università di Urbino, è riuscito, però, a ritrovare la serie di pubblicazioni di novelle autobiografiche nella testata napoletana Il Giornale del 1951, con il sottotitolo Mulino d'Arienzo. Memorie di un pescatore, ma anche in diverse altre riviste italiane o della diaspora russa.
Per la prima volta si propone al lettore l'edizione completa e commentata. Il protagonista russo è un nobile da molte generazioni, appassionato da giovane di tolstoismo e marxismo, insegnante in una scuola di campagna (per evitare il servizio militare); giornalista, traduttore, commerciante di libri, editore, commerciante d'arte, segretario commerciale di Djagilev, persino fondatore in Italia della pesca industriale e un commerciante di pesce di successo. Era portatore dello spirito cosmopolita del modernismo europeo, di un'incolmabile necessità di socializzare e dell''eros' dell'atto creativo. Semënov era un habitué dei caffè artistici di Firenze e di Roma, dove con la generosità russa sperperava i soldi della coniuge benestante e davanti ad un bicchiere di vino faceva amicizia con gli ancora sconosciuti artisti, scrittori, drammaturghi, successivamente divenuti dei classici dell'avanguardia del XX secolo: P. Picasso, A. Modigliani, J. Cocteau, G. Vannicola, G. Papini, A. Gide, il commediografo inglese G. Craig, lo scultore M. Rosso, il critico ?. Soffici, i futuristi G. Balla e F. Depero, il compositore I. Stravinskij, ecc. Grazie alla propria socievolezza e al talento di commensale-narratore entra nell'ambiente professionale di giornalisti e politici, divenuti in seguito membri della più alta gerarchia del regime fascista: E. Amicucci, I. Tavolato, F. Anfuso, G. Bastianini. Il loro sostegno aiuta Sem?nov ad evitare molte delle pericolose svolte del destino: cause penali, esili dall'Italia. Muore a Napoli alla veneranda età di settantanove anni, lasciando detto nel testamento di gettare il suo corpo nel mare per essere mangiato dai pesci e di finanziare con il suo patrimonio degli omaggi a Bacco per i pescatori della Costiera Amalfitana.

 
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