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Julian TIPPETT, Amalfi e Ravello. Guida agli antichi sentieri. Amalfi 2002, pp. 58, ill.
 

Julian TIPPETT, Amalfi e Ravello. Guida agli antichi sentieri. Amalfi 2002, pp. 58, ill.

Camminare a piedi lungo i pendii della Penisola Amalfitano-Sorrentina significa, per la maggior parte dei casi, procedere al cospetto costante del mare; si pensi, ad esempio, al sentiero degli Dei, quello che parte da una delle frazioni di Agerola per concludersi a Positano: il mare è sempre davanti a voi. E le isole delle Sirenuse, i Faraglioni e l'isola di Capri vi sorridono da lontano.
Salendo da Civita per inerpicarvi tra i limoneti fin sotto la prora di granito dei Giardini di Villa Cimbrone, ad un certo punto del cammino, guardando verso gli Alburni, la baia di Salerno vi apparirà in tutto il suo splendore.
Lo stesso spettacolo vi sarà offerto, scendendo verso il Vallone Cieco, dopo aver attraversato la cascata di case che costituiscono l'abitato di Sopramare di Pogerola, in direzione del tunnell dei Cappuccini; il vostro sguardo, se la giornata è chiara, arriverà fino al promontorio di Punta Licosa.
Cammirare vuol anche dire conoscere da vicino la realtà di un mondo che, osservato dal finestrino della vostra automobile, non riuscireste mai a penetrare. I sentieri che collegavano un tempo gli abitati di Amalfi, Ravello, Minori, Atrani, non sono più frequentati come una volta, soprattutto da parte di chi vive nella zona.
Chi ci si avventura, può rendersi conto di come viva la gente nei luoghi più appartati e distanti dal tracciato viario rotabile, approfondendo una conoscenza che, nessun souvenir acquistato di fretta in un negozio sul lungomare, potrà mai restituire.

 
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