- CCSA

Vai ai contenuti

Menu principale:

Testi
Giacinto TORTOLANI, Maioliche di Vietri 1920-1960. Amalfi 2019, pp. 511, ill.
 

Giacinto TORTOLANI, Maioliche di Vietri 1920-1960. Amalfi 2019, pp. 511, ill.


Partendo da un piccolo catalogo originale dell’I.C.S. da lui ritrovato, l’Autore analizza il fondamentale contributo dato in chiave europea tra gli anni ’20 e ’60 all’evoluzione stilistica della ceramica vietrese, alla diversificazione dei temi e dei moduli compositivi, al notevole sviluppo occupazionale e alla diffusione internazionale di una moderna e fascinosa immagine della Costa di Amalfi.
Già all’inizio del secolo scorso, M. Tissot aveva fatto "l’extraordinarie dècouverte d’une Italie germaniseé. Certes les touristes allemands sont nombreux dans le royaume; …ils y apprecient le clair soleil, les beaux monuments et le bon vin; …Il reste aussi le Tedesco". Una prima colonia di stranieri si era insediata a Capri alla fine dell’Ottocento, una seconda, a Positano negli anni Venti. Erano "Artisti tutti; e quasi (sic) artiste anche le ragazze... Li affratella la loro arte che è una deformazione del vero... In minoranza tedeschi, nella maggior parte inglesi, russi e scandinavi...".
Ma oltre al sole ed al buon vino, a spingere al sud lo straniero, era il desiderio di ripercorrere i luoghi un tempo della Magna Grecia e della romanità. Non si poteva lasciare Napoli senza aver visitato Pompei e, dopo la sosta a Salerno per il cambio dei cavalli, aver visto i templi di Paestum. Salerno, per la posizione Geografica, per la presenza delle testimonianze longobarde e normanne e per la Cattedrale con le spoglie di S. Matteo, attrasse una moltitudine di ospiti stranieri. I costi bassi per il vitto e l’alloggio erano un ulteriore invito verso il golfo delle Sirene con uno scenario "spontaneamente cubistico" e con con tante terrazze-giardino dal profumo inebriante degli alberi stracolmi di solari limoni e mandarini, e dalla vegetazione smagliante, perennemente in fiore.
In questa insenatura "s’apre un paese ridente, Vietri sul Mare. Color d’azzurro e di creta accesa..., ha impresso i suoi colori e il suo nome all’arte squisita e piacevole della ceramica". "Vietri, alle porte di Salerno, scriveva A. Pinchetti sulla "Rassegna dell’Istruzione Artistica" del 1935, è l’incantevole cittadina da dove ha inizio la strada magnifica della costiera Amalfitana. Si stende dal mare alla collina e fra strada e strada vi cresce l’arancio e il cedro, mentre nel silenzio delle case più antiche si annidano le botteghe prodigiose degli artigiani della creta...
I motivi per cui Vietri, all’inizio del Novecento, fu ritenuto luogo ideale per fare ceramica sono stati sinteticamente descritti anche in una pagina a stampa allegata ad un catalogo di vendita (MIC, Faenza, III.V.7.23) donato nel 1928 a Giuseppe Liverani dalla Società "Ceramica Fontana Limite" di Günther Stüdemann, un pittore di Berlino, a Vietri dal 1923: "Vietri sul Mare è conosciuto da tutti i viaggiatori che vengono in Italia come la stazione ferroviaria per Amalfi. Qui si prende la vettura oppure l’autobus per iniziare l’impareggiabile viaggio per Amalfi lungo l’incantevole golfo di Salerno. ...Vietri ha un’industria ceramica secolare, la quale trae origine dall’ottima argilla che si trova sul posto...". La denominazione "Fontana Limite" della officina di Stüdemann, fondata a Marina di Vietri nel 1924, originava dall’omonima località dove l’artista nel 1923, assieme a due ceramiste olandesi, aveva fatto costruire un piccolo forno.


 
Cerca
Torna ai contenuti | Torna al menu