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Mario GAGLIONE, Il privilegio napoletano del 1190 a favore di Ravellesi, Scalesi e Amalfitani. Amalfi 2018, pp. 206.
 

Mario GAGLIONE, Il privilegio napoletano del 1190 a favore di Ravellesi, Scalesi e Amalfitani. Amalfi 2018, pp. 206.

Il privilegio napoletano del 1190 a favore di ravellesi, scalesi ed amalfitani residenti ed operanti nella città segna il riconoscimento dell’importanza assunta da queste comunità per la vita economica di Napoli, a coronamento di una presenza divenuta sempre più assidua e fattiva a partire dal IX secolo.
Conclusasi la breve parentesi del libero comune che deliberò, appunto con quell’atto, la piena equiparazione, ai fini fiscali, degli amalfitani ai cittadini napoletani, e non già la concessione della cittadinanza, come in genere si è ritenuto, del privilegio restò costante memoria.
Questa memoria, alimentata dal non sempre agevole inserimento nella realtà napoletana di successive generazioni di amalfitani, destinate a confrontarsi con l’intrico delle norme dettate in materia di cittadinanza e, dunque, dalla necessità di recuperare quell’antico privilegio nazionale, sul finire del Cinquecento, però, si era ormai tradotta solo in un impreciso ricordo, che, prescindendo dagli effettivi e più ristretti contenuti storici dell’atto, giungeva ad ampliarne la portata fino a vedervi il fondamento, appunto, della concessione della cittadinanza o di una esenzione fiscale totale.
Il saggio prende l’avvio dalla ricostruzione della tradizione del testo del privilegio, mettendo a frutto la ignorata e più antica copia legale dell’atto, conservata tra le carte dei Processi antichi della Real camera della Sommaria, presso l’Archivio di Stato di Napoli, risalente al 1501 ma ricavata da una precedente copia legale del 1333, e recante l’indicazione di tutte e ventiquattro le sottoscrizioni dei consoli e conestabili firmatari, tralasciate, in tutto o in parte, nelle edizioni precedenti.
Le vicende relative all’eff ettiva applicazione del privilegio napoletano del 1190 hanno poi offerto lo spunto per una prima ricostruzione del ruolo dei giudici nazionali amalfitani nelle numerose “colonie” in Puglia , con riguardo anche alla probabile evoluzione di quella magistratura dalla originaria funzione giudicante a una prevalentemente certificatoria, atteso il pressoché esclusivo ruolo di giudici ai contratti meglio documentato dal secolo XIV.
A questa ricostruzione segue, in conclusione, una ricognizione dei tributi particolari applicati, nelle stesse colonie, alle comunità della Costiera.

 
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