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Domenico CAMARDO – Mario NOTOMISTA – Giolinda IROLLO, Carta del potenziale archeologico e del patrimonio edilizio storico del Comune di Gragnano. Amalfi 2016, pp. 175, con annessa carta, ill.
 

Domenico CAMARDO – Mario NOTOMISTA – Giolinda IROLLO, Carta del potenziale archeologico e del patrimonio edilizio storico del Comune di Gragnano. Amalfi 2016, pp. 175, con annessa carta, ill.


Questo volume nasce dalla prescrizione fatta dalla Soprintendenza Speciale Pompei al Comune di Gragnano di dotarsi di una Carta del Potenziale Archeologico in appoggio al Piano Urbanistico Comunale (PUC) adottato nell’ottobre del 2015.
Fin dall’origine di questo studio ci siamo resi conto di come da quest’azione di analisi del patrimonio archeologico gragnanese potesse nascere, oltre che uno strumento di tutela e programmazione territoriale, anche un valido mezzo di "conoscenza per la valorizzazione".
La prima fase del lavoro è stata quella della raccolta del materiale d’archivio conservato nell’Ufficio Tecnico del Comune, in quelli della Soprintendenza, e presso l’Archivio di Stato di Napoli. Inoltre è stata dettagliatamente analizzata la vasta bibliografi a relativa alla ricerca geologica, archeologica e storico-artistica riguardante il territorio di Gragnano.
Successivamente si è avviato il lavoro di foto interpretazione utilizzando le riprese aeree di diversi voli compresi tra il 1943 e gli anni ’70 ed ’80 del Novecento. Questa analisi si è rivelata utile solo per quanto concerne lo studio delle evidenze medievali e le trasformazioni urbanistiche post-ottocentesche. Tale anomalia si spiega con la particolare copertura vulcanica del territorio di Gragnano che è stato ammantato da una coltre variabile tra i 3 e i 4 metri di materiali piroclastici dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. Questi materiali rendono invisibili nelle foto aeree le tracce degli insediamenti e delle partizioni agrarie pre 79 d.C. Un motivo ulteriore di scarsa visibilità nelle foto aeree più recenti è da ricercarsi nella costruzione di numerose grandi serre che occupano ampie porzioni di territorio.
Accanto all’analisi documentale abbiamo realizzato anche una serie di ricognizioni archeologiche di superficie. Questo tipo di indagine, nel territorio di Gragnano, è risultata fortemente limitata dalla notevole parcellizzazione delle proprietà e dalla citata presenza di una spessa coltre piroclastica dell’eruzione del 79 d.C. che nasconde le evidenze di pre 79 d.C.
Pertanto si è scelto di condurre ricognizioni di tipo mirato, indirizzate a precise zone del territorio comunale dove potevano concentrarsi presenze antropiche successive all’eruzione vesuviana o ruderi collocabili in età medievale.
Tutti i rinvenimenti individuati sono stati posizionati, utilizzando coordinate assolute, su una serie di carte tematiche basate su un rilievo aerofotogrammetrico del territorio comunale, in formato dwg, elaborato nel 2008.
La volontà di inserire all’interno di questo studio anche il patrimonio storico di tipo architettonico e religioso ci ha portato all’analisi di tali evidenze. La schedatura del patrimonio edilizio storico ci ha consentito di creare anche alcune planimetrie tematiche con le testimonianze di archeologia industriale che, a Gragnano, sono costituite soprattutto dai molini e dagli antichi pastifici. Allo stesso modo sono stati evidenziati i palazzi storici e gli edifi ci religiosi come chiese e conventi, tutelati ai sensi dell’art. 12, comma 1 del D.LVO 42/2004. L’analisi di questi edifici è stata effettuata mediante ricognizioni dirette ed utilizzando la documentazione prodotta per la Variante al Piano di Recupero Comunale e la Schedatura del Patrimonio Edilizio Storico, eseguita in base alle direttive della LR 26/2002.
Per quanto concerne i nomi dei luoghi e dei fabbricati si è scelto di utilizzare quelli tradizionali che sono riportati sulle cartografie storiche.
Per motivi editoriali i dati delle diverse piante tematiche sono stati accorpati in un’unica planimetria in cui sono stati posizionati tutti i rinvenimenti archeologici ed i monumenti di tipo storico architettonico.
Le diverse tipologie di rinvenimenti archeologici sono state raggruppate con l’utilizzo di simboli, mente i numeri identifi cativi rimandano a quelli della schedatura. Allo stesso modo sono stati numerati tutti i palazzi storici, mentre si è scelto di utilizzare le lettere dell’alfabeto per le oltre venti chiese e cappelle presenti nel territorio comunale. Nel caso dei ruderi dei molini si è deciso di usare i nomi degli originari proprietari rintracciabili su un’importante planimetria del XVIII secolo che è stata di fondamentale guida per questa parte del lavoro.



 
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