- CCSA

Vai ai contenuti

Menu principale:

Testi
Pasquale MARCIANO - Angelandrea CASALE, Il Sedile dei Nobili della Città di Lettere, Amalfi 2014, pp. 175, ill.
 

Pasquale MARCIANO - Angelandrea CASALE, Il Sedile dei Nobili della Città di Lettere, Amalfi 2014, pp. 175, ill.


Sono ben felice di presentare ai lettori, che siano sanamente incuriositi dalle “patrie istorie”, questo lavoro sul Sedile di Nobiltà dell’antica città di Lettere, curato da Angelandrea Casale e Pasquale Marciano.
Fonte di esso è stato il Fondo Museo dell’Archivio di Stato di Napoli.
Risulta anche molto ben curato l’aspetto propriamente araldico. Mi viene poi di osservare che la piccola città di Lettere, perché divenuta di Regio Demanio, può storicamente vantare di avere una “perfetta separazione”, comune a quella esistente in grandi e importanti città, a iniziare da Napoli (Capitale), come Salerno, Cosenza, Bari, L’Aquila, etc., mentre la vicina e popolosa città di Castellammare di Stabia ne è uffi cialmente priva, pur potendo vantare nel suo storico tessuto cittadino famiglie sicuramente nobili.
Ciò era fondamentalmente dovuto all’inevitabile contrapposizione fra feudalesimo e nobiltà civica. E non mancano comunque eccezioni (in Calabria, Rossano e Bisignano).
Per tornare allo specifi co oggetto del saggio in questione e per ancora meglio approfondire la Nobiltà di Lettere, ho attinto notevoli riferimenti ad essa, esistenti nell’opera manoscritta in sette volumi di Luigi Volpicella, intitolata “Patriziati e Nobiltà civiche” (vedesi appendice), custodita presso l’Archivio di Stato di Napoli, Sezione Commissione Araldica Napoletana.
E infatti l’autore ne è stato autorevole esponente. Il riferimento più riccamente documentato è rappresentato dal transunto di un volume di 156 fogli recante il titolo “Copia del Processo di Prove del Cav.re D. Nicola d’Antonio Quiroga del Sagro Militare Ordine Gerosolimitano, a 12 Giugnio 1804”. Vi si susseguono due relazioni, una negativa dei Commissari Frà Giuseppe Caracciolo di Villa e Frà Antonio Lombardo (del 1797), che negano l’esistenza in Lettere di “vera separazione”, e l’altra successiva, del 1804, dei Commissari Cav. Frà Luigi Narni Mancinelli e Commendatore Frà Carlo Candida, che concludono invece positivamente con il riconoscimento della “vera separazione” e la successiva ammissione nell’Ordine di Malta, in qualità di Cavaliere di Giustizia, del Patrizio di Lettere D. Nicola d’Antonio Quiroga.
Fra le tante testimonianze a favore di quell’antico patriziato spicca la trascrizione del Privilegio della Regina Giovanna II del 20 marzo 1433.


Indice
:


Presentazione di Marco CRISCONIO
La Città di Lettere
Il Sedile dei Nobili di Lettere
I Libri delle Conclusioni e il Libro degli Stemmi
I Libri delle Conclusioni
Il Libro degli Stemmi

Breve introduzione all’araldica
I colori
Lo scudo
Le figure
Libro delli Stemmi delle Famiglie Nobili che godono gli onori di perfetta separazione di Nobiltà nella Regia Città di Lettere
Piazza di Lettere
Antonio
Acciardi
Andretta
Ape
Buondonno
Scudo senz’arma e senza nome
Scudo senz’arma e senza nome
Capano
Cavallaro
Coppola
Epifania

Ferraro
Fattorosi Barnaba
Fusco
Di Francesco
Franco
Giordano
Lignola

Mari
Miro
Scudo senz’arma e senza nome
Petrone
Risi
Rocco
Rogondino
Scudo senz’arma e senza nome
Salerno
Sorrentino
Spasiano
De Simone
Totta
Valetta
Zamparelli
Appendice

La Nobiltà di Lettere riconosciuta dall’Ordine di Malta a cura di Marco CRISCONIO

Fonti archivistiche e bibliografiche

 
Cerca
Torna ai contenuti | Torna al menu