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Mario GAGLIONE, Amalfi e Napoli tra Alto Medioevo ed Età angioina. Amalfi 2012, pp. 120
 

Mario GAGLIONE, Amalfi e Napoli tra Alto Medioevo ed Età angioina. Amalfi 2012, pp. 120

I rapporti tra Amalfi e Napoli sono, come noto, antichi e strettissimi. In età altomedievale, anzitutto, le due città contrastarono insieme i longobardi e poi i saraceni, ed Amalfi, in particolare, concorse al ripopolamento di una Napoli desolata dalle scorrerie nemiche.

Alle alleanze politiche e militari si accompagnarono i legami di interesse economico e commerciale, tanto che gli amalfitani ottennero, nel 1190, la cittadinanza napoletana.
In età sveva, e poi soprattutto durante il Regno angioino, quegli stessi mercanti amalfitani che avevano già fondato le loro colonie in tutto il Meridione d'Italia e sulle coste del mar Mediterraneo, divennero classe dirigente e rivestirono in particolare le maggiori cariche dell'amministrazione finanziaria del Regno e di quella municipale della stessa città di Napoli, giungendo così anche ad ottenere l'ascrizione ai principali seggi nobiliari cittadini, con il conseguente coinvolgimento nei conflitti sociali che la capitale del Regno conobbe soprattutto a partire dall'insediamento di Roberto d'Angiò (1309-1343). Una presenza così importante, duratura e significativa lasciò ovviamente tracce ben evidenti nella toponomastica della città medievale, con riguardo in particolare a strade, ad interi quartieri e ad un settore del porto stesso di Napoli

 
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