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Werner MALECZEK, Pietro Capuano. Patrizio amalfitano, Cardinale, Legato Apostolico alla quarta Crociata, teologo (1214). Amalfi 1997, pp. 451
 

Werner MALECZEK, Pietro Capuano. Patrizio amalfitano, Cardinale, Legato Apostolico alla quarta Crociata, teologo (1214). Amalfi 1997, pp. 451

Pietro Capuano, rampollo di una eminente famiglia di Amalfi, studiò alle scuole di Parigi, ove compose opere teologiche che ebbero ampia diffusione. Celestino III, già nel 1193, lo chiamò a far parte del collegio cardinalizio e gli affidò legazioni in Italia meridionale, Boemia e Polonia. Innocenzo III, nel 1198, lo nominò legato, insieme con un collega, Soffredo di S. Prassede, per la crociata che aveva solennemente proclamato. </br>Per la sua preparazione fu necessaria una legazione in Francia. L'opera dei legati presso l'esercito crociato non fu, tuttavia, accompagnata da una buona stella. L'esercito, infatti, deviò il suo cammino verso Costantinopoli senza preoccuparsi molto della volontà dei legati pontifici che, nel frattempo, in Terra Santa, cercavano di preparare il terreno per l'intervento dei crociati d'Occidente. Anche agli inizi dell'Impero Latinoa Bisanzio vennero influenzati molto poco da Pietro Capuano. Dopo aver realizzato molte pie fondazioni nella sua città natale, morì nell'estate del 1214.
Due motivi giustificano uno studio così ampio partendo da informazioni tanto sparute. Il primo è costituito dall'interesse biografico per la personalità del cardinale, che già da tempo avrebbe meritato un doveroso apprezzamento almeno per la sua produzione teologica, ancora in gran parte inesplorata, e per la considerevole importanza che ebbe per la sua patria d'origine. Il secondo, di maggior rilievo, è costituito dal desiderio di chiarire, descrivendo l'operato di questo cardinale, i pontificati di Celestino III e di Innocenzo III. Alla base di tale orientamento vi è la convinzione che conoscere gli ambiti in cui un cardinale - rappresentativo per i suoi tempi - svolse la sua attività consenta di approssimarsi alla precisa conoscenza di un pontificato più di quanto non possano le accurate analisi dei concetti utilizzati nei documenti papali.
Fonti nuove o poco note vengono utilizzate per le altre appendici. Si è cercato di comprendere a pieno gli atti documentari elaborati dal cardinale e a noi pervenute. Essi sono dispersi in biblioteche e archivi, lungo i percorsi da lui seguiti nelle sue missioni legatizie. Della lunga lettera di doglianza su Pietro del re armeno Leone II, che Rainaldi ha pubblicato solo in parte seguendo una copia d'età moderna, viene fornita una nuova edizione, così come della storia della fondazione della Canonica amalfitana. L'albero genealogico della famiglia Capuano, nell'ultima appendice, si estende dall'XI al XIV secolo e rende evidenti le conseguenze sociali ed economiche dell'ascesa di Pietro Capuano alla dignità cardinalizia.

 
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